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Negro Amaro n. - cloni CRSA Regione Puglia D18 e D23

by Pierfederico La Notte last modified 2011-02-04 17:44

NEGRO AMARO N.
1) CRSA – Regione Puglia D18
2) CRSA – Regione Puglia D23


ORIGINE DEI CLONI
I cloni derivano da un’intensa attività di selezione clonale svolta intorno a partire dagli anni ‘70 nei più importanti comprensori viticoli della Puglia rinomati per la coltivazione del vitigno, principalmente nel Salento leccese e brindisino. La selezione ha interessato 9 aziende viticole ricadenti nell’agro dei comuni di Copertino, Lecce, Leverano, Nardò, Salice Salentino (in Provincia di Lecce), Brindisi, Mesagne e San Pietro Vernotico (Provincia di Brindisi). Le 40 accessioni sono oggi conservate nei campi-collezione del germoplasma del CRSA a Locorotondo. Attraverso una seconda selezione effettuata nel campo di conservazione, 3 accessioni sono state scelte, inserite e valutate nel campo di confronto per l'omologazione. Oggi tutte le accessioni sono conservate nei campi-collezione del germoplasma in agro di Locorotondo. Attraverso ulteriori verifiche produttive effettuate nel campo di conservazione, 2 accessioni risanate corrispondenti ai cloni CRSA - Regione Puglia D18 e D23, proposti per l’omologazione derivano da vecchi vigneti ubicati rispettivamente in agro di San Pietro Vernotico e Brindisi.

MOTIVAZIONI PER LA RICHIESTA DI OMOLOGAZIONE

E’ il primo vitigno coltivato in Puglia con oltre 18.750 ettari quasi tutti concentrati nel Salento (nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto) ove vinificato in purezza, in uvaggio con la Malvasia Nera o in rosato. Il Negro amaro rientra, principalmente come vitigno di base, nei disciplinari di produzione di 14 vini DOC (per complessive 52 tipologie) e 5 IGT (per complessive 15 tipologie) regionali. In considerazione della grande superficie coltivata (5° vitigno più coltivato in Italia dopo Sangiovese, Montepulciano, Merlot e Barbera) e della notevole variabilità genetica intra-varietale riscontrata sul territorio, i cloni CRSA-Regione Puglia D18 e D23, sanitariamente migliorati e rappresentativi della migliori caratteristiche varietali, consentono di ampliare la gamma di cloni certificati disponibili a livello vivaistico. Grazie alle differenti caratteristiche evidenziate possono inoltre contribuire sensibilmente al miglioramento qualitativo delle produzioni enologiche ed al contenimento dei costi di produzione.

NEGRO AMARO CRSA-REGIONE PUGLIA D18

DESCRIZIONE AMPELOGRAFICA SINTETICA

Germoglio
Apice bianco-giallognolo evidentemente lanuginoso. Asse del germoglio fortemente peloso con colorazione verde della faccia dorsale, ventrale e delle gemme ibernanti. Distribuzione discontinua dei viticci. Tralci robusti, internodi di media lunghezza, verdi con leggere striature rosse. Foglioline apicali (1-3) bianche con estremità dei denti di colore verde. Quarta foglia superiormente verde-biancastra, aracnoidea, inferiormente bianca con presenza di peli sulle nervature.
Foglia adulta
Foglia molto grande, cuneiforme, con cinque lobi a volte tre; seno peziolare ad U aperto; profilo del lembo fogliare revoluto, bollosità appena accennata, densità medio-elevata di peli sulla pagina inferiore. Denti a lati rettilinei, mediamente lunghi. La densità dei peli striscianti tra le nervature e sulle nervature della pagina inferiore è elevata.
Grappolo maturo
Medio-grande, cilindrico-conico, di media compattezza rispetto allo standard di riferimento e al clone D 23, il grappolo è più piccolo e corto.
Acino
Ellissoidale, di colore blu-nero uniforme. Polpa carnosa e buccia consistente. Rispetto allo standard di riferimento e al clone D18, ha dimensioni e peso medio inferiori.

FENOLOGIA
In tutte le fasi fenologiche il clone, così come il clone D23, è leggermente più tardivo rispetto allo standard varietale.

CARATTERISTICHE AGRONOMICHE E PRODUTTIVE
La fertilità delle gemme è risultata essere leggermente inferiore rispetto alla media varietale, ma comunque elevata, con effetti positivi sull’equilibrio vegeto-produttivo delle piante. Le rese produttive sono risultate leggermente inferiori rispetto allo standard e al clone D23 mantenendosi però su livelli elevati. Le dimensioni e il peso dei grappoli risultano leggermente superiori, mentre il peso medio dell’acino è inferiore, caratteristica migliorativa ai fini enologici.

CARATTERISTICHE ENOLOGICHE
Le uve raggiungono un grado zuccherino superiore allo standard e al clone D23 seppur con un’acidità totale leggermente inferiore ma comunque alta (caratteristica del vitigno). Il vino è risultato leggermente più alcolico, meno acido, armonico ed equilibrato. In considerazione delle minori dimensioni dell’acino e quindi un maggiore rapporto polpa/buccia il vino possiede un contenuto superiore in antociani e polifenoli totali, pertanto il clone risulta particolarmente adatto per la produzione di vini da invecchiare.

GIUDIZIO SUI VINI
Vino di colore rosso rubino molto intenso, con ottimi riflessi violacei, profumi tipici della cultivar. Prevalgono le note vegetali balsamiche e quelle floreali e non mancano i sentori di frutta matura. L’equilibrio complessivo è ottimo grazie alla buona tannicità e al buon contenuto acidico. La persistenza gusto-olfattiva è elevata. Il vino risulta adatto all’invecchiamento medio-lungo.

CARATTERISTICHE SANITARIE
Riguardo la suscettibilità alle principali malattie fungine il clone non si è differenziato significativamente dalla popolazione standard di confronto.



NEGRO AMARO CRSA - REGIONE PUGLIA D23

DESCRIZIONE AMPELOGRAFICA SINTETICA

Germoglio
Asse del germoglio fortemente peloso con colorazione verde della faccia dorsale, ventrale e delle gemme ibernanti. Distribuzione discontinua dei viticci.

Foglia adulta
Foglia molto grande, cuneiforme, con cinque lobi a volte tre; seno peziolare ad U aperto; profilo del lembo fogliare revoluto, bollosità appena accennata, densità medio-elevata di peli sulla pagina inferiore. Denti a lati rettilinei, mediamente lunghi. La densità dei peli striscianti tra le nervature e sulle nervature della pagina inferiore è elevata.
Grappolo maturo
Medio-grande, cilindrico-conico, di media compattezza. Il grappolo del clone si uniforma allo standard, tranne che per la dimensione media e il peso che sono leggermente inferiori.
Acino
Ellissoidale, di colore blu-nero uniforme. Polpa carnosa e buccia consistente, il peso medio dell’acino è leggermente inferiore.


FENOLOGIA
Lo svolgimento delle principali fasi fenologiche del clone si è discostato leggermente dallo standard varietale risultando leggermente più tardivo nel germogliamento e nella maturazione.

CARATTERISTICHE AGRONOMICHE E PRODUTTIVE
La fertilità delle gemme è risultata simile alla media varietale. Le caratteristiche produttive non si sono discostate in maniera significativa dalla media e i grappoli sono risultati di forma e dimensioni simili allo standard, anche se con produzioni leggermente inferiori che migliorano l’equilibrio vegeto-produttivo e la maturazione delle uve.

CARATTERISTICHE ENOLOGICHE
Le uve mostrano un grado zuccherino superiore rispetto allo standard e una buona acidità totale. Anche il contenuto in polifenoli ed antociani totali è superiore alla norma confermando l’ottima attitudine del clone alla vinificazione in rosso per l’ottenimento di vini da invecchiamento. I vini ottenuti risultano alcolici, con una buona acidità, e un alto contenuto in polifenoli e antociani totali. Lo stesso clone vinificato in rosato per un biennio si è mostrato particolarmente adatto per la produzione di rosati freschi e con un’ottima intensità e complessità aromatica.

GIUDIZIO SUI VINI
Vino abbastanza equilibrato che si è distinto per l’elevata intensità colorante e tannicità che mettono in evidenza la ricchezza in polifenoli superiore alla media. Buona la complessità aromatica dove prevalgono le note vegetali soprattutto balsamiche e i sentori floreali e fruttati. Si presenta con una morbidezza più accentuata rispetto al clone precedente e con una persistenza gusto-olfattiva elevata più elevata dello standard ma leggermente inferiore al clone precedente.

CARATTERISTICHE SANITARIE
Il clone sottoposto a risanamento è risultato esente da tutte le patologie virali considerate nocive. Riguardo la suscettibilità alle principali malattie fungine il clone non è differenziato significativamente dalla popolazione standard di confronto.


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