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Promozione e valorizzazione delle produzioni autoctone

creato da amministratoreUltima modifica 12/06/2006 11:45

Promozione e valorizzazione delle produzioni autoctone agrumicole, frutticole, olivicole e viticole di alcuni areali pugliesi

Scarica il catalogo "Etichette degli Olii Extravergine 
di Oliva" in formato pdf (40mb circa).


PRESENTAZIONE DI RICHIESTA DI CONTRIBUTO PER LA REALIZZAZIONE DI AZIONI PROMOZIONALI DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI PUGLIESI NELL’ANNO 2004

AVVISO

D.G.R. n. 741/03 punto 7

TITOLO DELL’ INIZIATIVA :

PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE PRODUZIONI AUTOCTONE AGRUMICOLE, FRUTTICOLE, OLIVICOLE E VITICOLE DI ALCUNI AREALI PUGLIESI

SOGGETTO RICHIEDENTE: Centro di Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura “B. Caramia” (CRSA), Via Cisternino, n° 281, 70010 Locorotondo (Ba)

RESPONSABILE LEGALE: Prof. Martino Pastore

RESPONSABILE DEL PROGETTO: Prof. Vito Savino

PREMESSA

Il successo di iniziative volte alla promozione dei prodotti delle filiere produttive di una regione dipende dall’azione sinergica di più istituzioni che abbiano tra le loro finalità quella della valorizzazione delle attività che insistono sul territorio in cui operano.

Il CRSA prevede tra le sue finalità quelle di:

  • promozione di idonee iniziative per la qualificazione genetica e sanitaria del germoplasma di interesse agrario;
  • promozione e sviluppo di ogni altra attività che si traduca in un servizio socialmente utile per l’agricoltura;
  • promozione e diffusione del materiale vivaistico sanitariamente e geneticamente migliorato delle principali specie di interesse agrario dell’area mediterranea;
  • promozione della conoscenza delle novità vegetali mediante la partecipazione a specifici programmi di ricerca e la realizzazione di campi di orientamento varietale;
  • valorizzazione dei prodotti tipici regionali.

Inoltre, il CRSA comprende nella sua associazione istituzioni pubbliche, enti locali e consorzi che da anni sono impegnati in attività di valorizzazione delle produzioni delle filiere vitivinicola, oleicola e frutticola, fondamentali nell’economia della Puglia.

Tali attività si concretizzano nell’organizzazione di convegni, incontri, seminari, visite-studio, a livello locale, nazionale ed internazionale, che vedono la partecipazione del mondo politico e del mondo operativo (organizzazioni professionali, associazioni di produttori, operatori ai diversi livelli delle filiere interessate).

OBIETTIVO E FINALITÀ

Obiettivo dell’iniziativa è la valorizzazione e promozione delle produzioni e dei territori che ospitano elementi delle filiere vitivinicola, olivicola e frutticola della Puglia.

Dalla forte competizione sui mercati nazionali ed internazionali emerge la necessità di avviare iniziative in tal senso.

I problemi economici che affliggono il settore, riconducibili alla scarsa valorizzazione e pubblicizzazione dei prodotti tipici, nonché la crescente attenzione dell’opinione pubblica alla sicurezza e alla salubrità degli alimenti, oltre alla possibilità di valorizzare il potenziale produttivo di alcune aree della Puglia, particolarmente vocate a produzioni tipiche di qualità, indicano la necessità di attuare una serie d’interventi coordinati per la valorizzazione e promozione di alcune produzioni tipiche.

Per il raggiungimento di tale obiettivo è prevista l’organizzazione di eventi singoli o collegati, che saranno promossi ed attuati in aree diverse della regione, scelte ed individuate in relazione ad un bacino di utenza caratterizzato ed interessato allo sviluppo di uno specifico comparto merceologico.

In particolare, le iniziative che ci si propone di attuare riguardano:

  1. Salvaguardia e valorizzazione delle produzioni vitivinicole della Valle d’Itria
    Questa area ospita un ampio germoplasma autoctono costituito da varietà uniche (Verdeca, Fiano, ecc.) per tipicità dei vini prodotti che rappresentano un enorme potenziale per l’ottenimento di produzioni di nicchia di altissima qualità fortemente caratterizzanti l’intero territorio.
  2. Promozione dell’olio DOP Terra di Bari “Murgia dei Trulli e delle Grotte”
    L’area riconosciuta idonea alla produzione di questo olio DOP è caratterizzata da peculiari condizioni pedo-climatiche e dalla diffusa presenza di esemplari secolari di olivi che impongono sistemi tradizionali di coltivazione, potatura e raccolta. Per la molitura delle olive sono diffusi piccoli frantoi con sistemi di spremitura a freddo, che consentono di ottenere un olio di indubbia qualità. La promozione e la pubblicizzazione di questo prodotto tipico renderebbe ancora economicamente conveniente la conduzione degli oliveti tradizionali dove la produttività, a causa della bassa densità di impianto, risulta alquanto ridotta. La salvaguardia dell’aspetto paesaggistico del territorio, del patrimonio storico costituito dagli esemplari secolari di olivo e la possibilità di offrire prodotti tipici e di qualità rappresenterebbero alcune delle possibili ricadute di tali iniziative, se si considera che quest’area, durante tutto l’anno, è uno dei più importanti poli turistici della regione.
  3. Salvaguardia e valorizzazione delle produzioni tipiche della filiera agrumicola dell’arco jonico
    Il territorio che si affaccia sul Golfo di Taranto, protetto dai venti freddi del nord dalla dorsale collinare della Murgia, caratterizzato da terreni mediamente pianeggianti, profondi, omogenei, permeabili dotati di buona fertilità, rappresenta l’areale a latitudine superiore in Italia per la coltivazione degli agrumi.

    Tra le specie maggiormente coltivate vi sono le clementine che, nei comuni di Castellaneta, Ginosa, Massafra, Palagianello, Palagiano, Statte e Taranto, occupano una superficie di oltre 4.300 Ha. Le produzioni registrate ammontano a oltre 500.000 q con una Plv prossima ai 20 milioni di euro.

    La pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità Europee della Indicazione Geografica Protetta (IGP) del “Clementine del Golgo di Taranto”, rappresenta il giusto riconoscimento dell’elevato standard qualitativo delle eccellenti produzioni, quanto a colore, sapore e serbevolezza, realizzate grazie alla coltivazione di varietà autoctone, prime fra tutte il Fedele e lo Spinoso. Valorizzare e concretizzare questo importante marchio sarà compito di tutti gli operatori impegnati a diversi livelli nella filiera agrumicola, dalla produzione dei materiali di propagazione conformi alle normative vigenti, alla gestione razionale degli impianti, all’impiego di tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale, alla individuazione di adeguate strategie di commercializzazione per la collocazione del prodotto sia sui mercati generali, sia nell’ 'ambito della Grande Distribuzione Organizzata italiana ed europea.
  4. Valorizzazione della frutticoltura del Sud-Est Barese

    La frutticoltura ed in particolare la cerasicoltura ha trovato nel sud-est barese una zona eletta per produzioni di qualità. Famoso è il “Percoco di Turi”, la cui commercializzazione resta purtroppo confinata ai mercati locali, ancora, ai margini delle strade da venditori ambulanti.

    Rilevante è il ruolo della cerasicoltura nell’economia agricola dell’area, con una estensione di circa 17.000 Ha ed una produzione che sfiora il mezzo milione di quintali annui.

    Tale area che tra l’altro ospita aziende vivaistiche impegnate nella produzione di materiale di propagazione, oltre a centrali ortofrutticole all’avanguardia per l’innovazione tecnologica nella lavorazione e nel condizionamento del prodotto, è ormai, unanimemente riconosciuto come il principale distretto produttivo in Italia, ed uno dei più significativi sulla scena internazionale. Nonostante gli sforzi compiuti in questi ultimi anni, il conseguimento di standard qualitativi ottimali nella produzione delle ciliegie e del percoco risulta ancora un fattore limitante soprattutto per l’introduzione di nuove varietà che hanno permesso di prolungare il calendario di maturazione delle varietà tradizionali, ma che richiedono cure colturali completamente differenti. Uno degli aspetti da non sottovalutare è l’inadeguata preparazione professionale degli operatori riguardo le tecniche colturali, di raccolta e commercializzazione. Queste produzioni, infatti, sia pure di indubbia qualità non possono certamente competere sul piano dei costi di produzione con Paesi in via di sviluppo. Diviene necessario puntare sempre più su una frutticoltura che valorizzi la qualità e la tipicità delle produzioni, condotta secondo sistemi colturali rispettosi dell'ambiente. Si rende inoltre necessario tutelare le produzioni attraverso l'istituzione dei marchi collettivi (DOP, IGP, IGT) così come sviluppare la tecnologia per migliorare la salubrità e il valore alimentare di pesche, percoche e ciliegie, armonizzando i sistemi produttivi con le specificità del dei territori interessati.
  5. Di ‘Primitivo’ in ‘Primitivo’: la riscoperta di un vitigno tipico per un vino di qualità

    Tra i vini dell’area jonico-salentina il ‘Primtivo’ è quello che con più carattere è passato dall’oblio alla rinnovata memoria di giovani palati alla ricerca di prodotti tipici di qualità.
    Il “tipico di qualità”, però, per non rischiare di raggiungere nel breve periodo la banalizzazione del prodotto richiede l’impegno di tutte le figure coinvolte nel processo di produzione volto al mantenimento del carattere di tipicità (salvaguardia del germoplasma, delle tecniche colturali e di trasformazione, ecc.) e di elevati standard qualitativi (caratteristiche organolettiche, requisiti igienico sanitari di produzione e trasformazione). La promozione per la valorizzazione del prodotto, spesso affidata al caso o all’operosità di pochi, deve al contrario essere attenta e puntuale per non disattendere alle aspettative dei consumatori che in questi vini ricercano sapori antichi.
  6. L’uva da tavola nel sapore della Puglia
    La produzione di uva da tavola ha di certo notevole importanza nella viticoltura pugliese. Le forti pressioni esercitate dal mercato verso poche cultivar, spesso di introduzione, hanno indotto molti viticoltori a trascurare se non abbandonare numerose cultivar autoctone (Baresana, Regina, Mennavacca nera, Primus, Stangarone, Corniola, Cimminita, Uva sagra, Uva di San Martino, Copeta, ecc.) che per loro precise peculiarità avevano sul territorio radici profonde. La necessità di salvaguardare la biodiversità e di soddisfare le nuove esigenze dei consumatori impongono che la viticoltura ad uva da tavola percorra nuove vie. In particolare, sembra prioritaria la ricerca attenbta del germoplasma viticolo autoctono e la valorizzazione dello stesso al fine di rendere il prodotto disponibile a quei consumatori che percepiscono nei sapori tipici l’esaltazione del gusto.
  7. Barbatelle per il vigneto Puglia

    La nostra regione è la prima in Italia per estensione dei vigneti sia da tavola che da vino, ed è stata interessata negli ultimi anni da significativi programmi di rinnovamento degli impianti che hanno richiesto notevoli quantità di materiali di propagazione (oltre 11 milioni di barbatelle, di cui 1,5 milioni innestate).

    Dai dati sopra esposti appare evidente la debolezza del settore nel proporre produzioni di qualità specie se riferite alle barbatelle innestate. La tecnologia per la produzione di questo materiale è ormai abbastanza standardizzata e facilmente disponibile, il vero impedimento è di tipo tecnico-culturale nell’adottare tali innovazioni da parte dei vivaisti viticoli.

    Al fine di rendere più efficaci e più capillari le ricadute di alcune delle suddette iniziative si intende coinvolgere, oltre agli operatori del settore, le classi di scuole di diverso livello e grado e i consumatori, al fine di promuovere sia la riscoperta delle tradizioni agricole antiche sia la conoscenza del territorio e delle sue potenzialità.

COMPARTO MERCEOLOGICO E PRODOTTO INTERESSATO

Le iniziative sono mirate alla promozione e valorizzazione dei prodotti di diversi comparti merceologici, in particolare:

  • Il comparto viticolo e vinicolo
  • Il comparto olivicolo ed oleicolo
  • Il comparto frutticolo
  • Il comparto agrumicolo
  • Il comparto vivaistico

IMPRESE INTERESSATE

Al fine di massimizzare la ricaduta degli interventi, si prevede di programmare le diverse iniziative con la collaborazione, con il supporto, con il coinvolgimento e la sensibilizzazione di: Cantine, Oleifici, imprese agricole, aziende vivaistiche, imprese per la conservazione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari, strutture per la Grande Distribuzione, associazioni di categoria, associazioni di produttori, Consorzi di tutela, enti territoriali (uffici agricoli, ispettorati agrari, assessorati all’agricoltura e al turismo, ecc.) nonché coinvolgimento attivamente i comuni in cui ricadono i diversi interventi.

TIPOLOGIA DI INIZIATIVE PREVISTE, EPOCA E LUOGO DI SVOLGIMENTO

INIZIATIVA:

A) La salvaguardia e la valorizzazione delle produzioni vitivinicole della Valle d’Itria

  • Percorsi didattici tra vecchi e nuovi vigneti presenti nei comuni del comprensorio della Valle d’Itria, nei mesi di Settembre Ottobre per studenti di scuola media, classi del V e VI anno degli Istituti tecnici Agrari, e tecnici e operatori del settore;
  • Realizzazione di un sito web con la partecipazione delle diverse cantine ed enoteche con la presentazione e la descrizione di tutti i prodotti enologici locali
  • Allestimento di un’enoteca itinerante e di un catalogo di etichette dei prodotti enologici delle cantine aderenti all’iniziativa
  • Manifestazione con degustazione dei vini monovitigno da realizzarsi: a) nel mese di Agosto a Cisternino presso la fiera della Valle d’Itria; b) nel mese di Ottobre presso la fiera di Gorizia; c) nel mese di Novembre presso il comune di Noci nell’ambito della manifestazione “Bacco delle Gnostre”; d) nel mese di Dicembre presso il comune di Putignano nell’ambito della manifestazione “La propaggine”;
  • Realizzazione e produzione di opuscoli divulgativi da distribuire nell’ambito delle iniziative sopra riportate;
  • Tavola rotonda-incontro tra il mondo della ricerca nel settore viticolo e gli operatori locali ( enologici, operatori di cantina, responsabili del marketing, produttori locali) per finalizzare i programmi di ricerca alle necessità degli operatori, nel periodo di Dicembre;
  • Breve corso per gli studenti delle scuole superiori ad indirizzo agrario e turistico alberghiero, e per tecnici ed operatori del settore che si svolgerà nei mesi Novembre-Dicembre. Il corso avrà tale programma : gestione dell’impianto: scelta dei portainnesti, scelta del sesto d’impianto, scelta dei materiali d’impianto”; gestione del vigneto sia da un punto di vista agronomico che fitopatologico; problematiche relative alla trasformazione del prodotto; commercializzazione e problematiche connesse.

B) La promozione dell’olio DOP Terra di Bari

  • Percorsi didattici per studenti di scuole secondarie tra gli oliveti secolari e i vecchi frantoi presenti nei comuni di Alberobello, Castellana Grotte, Putignano, Locorotondo, Conversano e Monopoli nei mesi di ottobre-dicembre;
  • Percorsi divulgativi per tecnici ed operatori del settore per illustrare nuove tecniche di coltivazione, raccolta e molitura delle olive in impianti ubicati nei diversi comuni interessati nei mesi di ottobre-dicembre;
  • Corsi brevi di “panel test” presso strutture del Comune di Castellana Grotte;
  • Mostre pomologiche e degustazione dell’olio DOP Terra di Bari “Murgia dei trulli e delle Grotte” prodotto dai diversi frantoi locali nell’ambito dei seguenti eventi:
  1. Mostra dell’artigianato e dei prodotti locali ad Alberobello nel mese di Agosto;
  2. 7° Salone delle Specialità agroalimentari a Gorizia nel mese di Ottobre;
  3. Sagra dei Prodotti tipici a Casamassima nel mese di Novembre;
  4. Sagra della “Pettole nelle Gnostre” a Noci nel mese di Dicembre;
  5. Manifestazione “La Propaggine” a Putignano nel mese di Dicembre;
  • Realizzazione e produzione di opuscoli divulgativi da distribuire nell’ambito delle iniziative sopra riportate;
  • Corsi di formazione relativi ad alcuni punti critici della filiera oleicola: tecniche di potatura dell’olivo, nel mese dicembre, organizzati presso il comune di Monopoli con prove pratiche presso aziende del comprensorio;
  • Monitoraggio della distribuzione varietale sul territorio dei comuni del comprensorio DOP Terra di Bari “Murgia dei Trulli e delle Grotte” entro la fine del 2004;
  • Realizzazione e pubblicazione di schede pomologiche, descrittive ed illustrative al germoplasma olivicolo (Oliva Rossa, Simone, Toscanina, Oliastro, Cima di Mola, ecc) del comprensorio DOP Terra di Bari “Murgia dei Trulli e delle Grotte” entro la fine del 2004;
  • Realizzazione di un catalogo delle etichette dell’olio della Murgia dei Trulli e delle Grotte entro la fine del 2004;
  • Manifestazione conclusiva per la presentazione delle attività e dei risultati raggiunti, entro la fine del 2004.

C) La salvaguardia e valorizzazione delle produzioni tipiche della filiera agrumicola dell’arco jonico

  • Nel periodo ottobre – dicembre si svolgeranno nei diversi comuni interessati incontri tecnici su:
  • I marchi di qualità: riferimenti legislativi e strumenti per l’applicazione
  • Divulgazione dei disciplinari di produzione integrata
  • Punti critici della filiera agrumicola: a) Importanza della qualità del materiale di propagazione nella realizzazione dei nuovi impianti agrumicoli; b) Adeguamento delle aziende agrumicole ai disciplinari di produzione.
  • Convegno presso l’Istituto Tecnico Agrario (ITAgr) di Massafra sul tema “Qualità del materiale di propagazione per la salvaguardia dell’agrumicoltura” da svolgersi nel mese di Dicembre.
  • Mostre pomologiche: a) in occasione della Sagra del mandarino a Palagiano nel mese di Novembre 2004; b) in concomitanza con il convegno presso l’ITAgr di Massafra; c) in occasione del 7° Salone delle Specialità Agroalimentari a Gorizia nel mese di Ottobre;
  • Visite tecniche lungo tutta la filiera agrumicola: dal vivaio alla commercializzazione;
  • Manifestazione conclusiva per la presentazione delle attività e dei risultati raggiunti, entro la fine del 2004.

D) La valorizzazione della frutticoltura del Sud-Est Barese

  • Produzione di materiale divulgativo ed esplicativo (brochure, schede informative ecc.) relativo ai marchi di qualità, IGP o IGT, cosa significa, quand’è possibile realizzarli, cos’è necessario per ottenerli, vantaggi e limiti di tali strumenti di qualificazione.
  • Promozione ed organizzazione di incontri divulgativi a livello dei singoli comuni interessati dove illustrare tali tematiche da parte di esperti, invitando a testimoniare agricoltori di altre realtà geografiche dove sussistono tali strumenti di valorizzazione dei prodotti agricoli
  • Partecipazione ad iniziative locali volte alla valorizzazione delle produzioni agricole (mostre, sagre, ecc.) attraverso l’allestimento di stand e/o la presenza di personale tecnico capace di interloquire con gli operatori locali su tali tematiche;
  • Approfondimenti tecnici sulle colture del ciliegio e del percoco: A) Per il ciliegio, considerata la stagione e l’impossibilità di disporre di prodotto fresco, e di conseguenza di una mostra pomologica, all’unanimità è stato deciso di redigere e produrre una brochure tecnica che illustri le caratteristiche delle varietà coltivate nell’areale, comprendendo anche quelle di nuova costituzione e di cui se ne raccomanda l’introduzione; B) Per il percoco invece, constatata la disponibilità di campioni rappresentativi di differenti varietà, è stata approvata l’idea di promuovere un incontro con gli operatori del settore.
  • Organizzazione di una mostra pomologica nel comune di Turi, da realizzarsi tra la fine di settembre ed ottobre, con presentazione e commento dei campioni esposti da parte di un ricercatore esperto del settore, e produzione di una brochure tecnica che illustri le caratteristiche delle varietà coltivate nell’areale, comprendendo anche quelle di cui se ne raccomanda l’introduzione, al fine di un completamento ed un allargamento del calendario di produzione.
  • Corsi per la gestione ecocompatibile di impianti frutticoli, con particolare riferimento a ciliegio e percoco;
  • Incontri tecnici sulle seguenti tematiche
  1. cure agronomiche per l’impianto;
  2. scelta di portinnesto e varietà;
  3. gestione agronomica;
  4. protezione integrata da patogeni e parassiti;
  5. tecniche di raccolta e condizionamento del prodotto
  6. dimostrazione pratiche di campo su tecniche di potatura di allevamento e produzione.

E) Di ‘Primitivo’ in ‘Primitivo’: la riscoperta di un vitigno tipico per un vino di qualità

  • Visite per tecnici ed operatori del settore in vigneti vocati alla coltivazione di 'Primitivo' da Gioia del Colle a Manduria (Settembre- Ottobre)
  • Visite per tecnici ed operatori del settore presso le cantine leader nella trasformazione del ‘Primitivo’ dell'areale da Gioia del Colle a Manduria (Settembre-Ottobre);
  • Uva migliore per un vino migliore: corsi itineranti svolgersi nei comuni partner (Settembre-Novembre) su: impianto e reimpianto del vigneto; protezione biologica e integrata; certificazione e selezione clonale; tracciabilità e sicurezza del 'Primitivo'; vino e marchi; vinificazione e uvaggi
  • Allestimento di un catalogo delle etichette: Il 'Primitivo' dai Peuceti ai Messapi (entro Dicembre);
  • Di ‘Primitivo’ in ‘Primitivo’: allestimento dell’enoteca itinerante in occasione di eventi fieristici, sagre, locali e nazionali [12° Salone Internazionale delle Barbatelle – Gorizia (15-16/10/04); Puglia: Terra di Primitivo - Cassano delle Murge (11-14/11/04); Bacco nelle Gnostre - Noci (21/11/04); Festa della propaggine – Putignano (26/12/04); ecc.]
  • Tavola rotonda "Il 'Primitivo' tra tradizione e innovazione" nel mese di Dicembre e presentazione del Catalogo delle etichette Il ‘Primitivo’ dai Peuceti ai Messapi;
  • Dove, come e quando il 'Primitivo' diventa vino: percorsi didattici con gli studenti delle scuole secondarie (entro Dicembre);
  • Allestimento di opuscoli divulgativi (entro Dicembre);
  • Partecipazione a manifestazioni promozionali (Fiera del Levante, 11-19 settembre 2004; ecc.)
  • Incontro conclusivo (Dicembre)

F) L’uva da tavola nel sapore della Puglia

  • - Incontro tecnico “Valorizzazione cultivar autoctone mediante tecniche di

marketing innovative”

    • Certificazione di qualità ed EUREPGAP
    • I marchi: rilascio ed utilizzazione
    • Disciplinari di produzione
    • Il Marchio Prodotti di Puglia della Regione Puglia

da svolgersi nel mese di novembre presso il comune di Adelfia;

  • Mostra pomologica (cv. Italia, Baresana, Pizzutella, Regina bianca, Regina nera, Moscato d’Amburgo, Michele Palieri, Leopoldo, Ohanez, Cardinal) nel mese di novembre presso il comune di Adelfia;
  • Visite tecniche per operatori e studenti lungo la filiera viticola: dal vigneto alla tavola, nel mese di Ottobre.
  • Incontro tecnico “Protezione integrata della vite dalle malattie fungine”
  • Incontro tecnico “Protezione integrata della vite dai fitofagi”
  • Incontro tecnico “IGP uva da tavola Golfo di Taranto” da realizzazrsi presso il comune di Castellaneta;
  • Allestimento di schede ampelografiche

G) Barbatelle per il vigneto Puglia

  • Partecipazione: a) alla manifestazione di carattere internazionale nel settore vitivinicolo (12° Salone della Barbatella - Gorizia 14-15-16-17/10/04); nel mese di Ottobre presso la fiera di Gorizia; c) ne l mese di Novembre presso il comune di Noci nell’ambito della manifestazione “Bacco delle Gnostre”; c) nel mese di Dicembre presso il comune di Putignano nell’ambito della manifestazione “La propaggine”;
  • Allestimento del catalogo “Barbatelle per un vigneto Puglia”
  • Incontro/dibattito in tre diversi areali viticoli Pugliesi, fra le istituzioni di ricerca e le associazioni di produttori, viticoltori e vivaisti per affrontare le diverse problematiche del settore, definire le migliori strategie di produzione delle barbatelle franche ed innestate e presentare il catalogo “Barbatelle per un vigneto Puglia”
  • Giornate di studio da tenersi a Otranto: gestione del vivaio per barbatelle di qualità e analisi dei punti critici del processo produttivo.

LOCOROTONDO, lì

Firma del Responsabile Legale

Centro di Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura “Basile Caramia”

Prof. Martino Pastore


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